Bienmesabe

Bienmesabe è un dolce di origine spagnola popolare in Venezuela.

In spagnolo bienmesabe significa ‚Äúmi fa bene‚ÄĚ o ‚Äúmi fa bene‚ÄĚ. Sabe deriva dalla parola saborche significa “gusto”.

Le donne venezuelane dicono che bienmesabe √® a medicina para el alma, un ‚Äúrimedio per l’anima‚ÄĚ, cio√® le ferite dell’anima. Dicono che i benefici del bienmesabe sono magici, che cura i dolori del cuore e che un buon pezzo di questa torta lenisce tutto il dolore dell’anima e riempie quel vuoto profondo che pu√≤ causare mal di cuore.

Uova intere, cocco, sherry e meringa possono renderti felice?

Bienmesabe ha sempre avuto un posto molto speciale nelle cucine venezuelane quando si tratta di dolci.

Qual √® l’origine di bienmesabe?

Bienmesabe ha alle spalle diversi secoli di storia. Questo dolce risale al 1635 e proviene dall’Andalusia, dalle Isole Canarie e da Malaga. In Spagna, √® noto come antequera bienmesabe e, a quel tempo, questa specialit√† veniva preparata dalle suore del Convento di Clausura de Bel√©n de las Monjas Clarisas nella citt√† di origine araba, Antequera, attualmente provincia di Malaga.

A quel tempo le suore lo preparavano con mandorle, sciroppo di frutta e capelli d’angelo. Bienmesabe arriv√≤ in Venezuela grazie ai coloni che insegnarono agli schiavi indigeni e agli africani che li servivano nelle loro haciendas, come preparare questo delizioso dolce, esattamente come si faceva in Spagna.

Il bienmesabe venezuelano (o bienmesabe venezolano), come lo conosciamo oggi, arriv√≤ molto pi√Ļ tardi quando le suore francescane di El Para√≠so, a Caracas, sostituirono le mandorle con polpa di cocco e acqua per dare un sapore tropicale a questo dolce.

La ricetta di queste suore francescane √® stata trasmessa attraverso i numerosi corsi di cucina che hanno offerto, con l’obiettivo di generare reddito aggiuntivo e aiutarli ad assistere i pi√Ļ bisognosi: bambini di strada e ragazze madri che giravano per le strade in cerca di lavoro e cibo per i propri figli.

Un’altra storia molto popolare sull’origine del bienmesabe venezuelano riguarda ‚Äúil miglior bienmesabe di Caracas‚ÄĚ citato nel famoso libro La Mantuana, scritto dal noto autore venezuelano Soledad Morillo Belloso.

In questo libro storico, la donna venezuelana, che si dice bella non solo fuori ma anche dentro, appare nel contesto storico della società coloniale: una donna, una mantovana di Caracas.

Soledad Morillo Belloso cita una donna chiamata La Negra Contemplación e il suo bienmesabe. Ma in che modo il bienmesabe de La Negra Contemplación era così speciale da essere citato ancora oggi?

Per capirci, ecco uno stralcio (tradotto) de ‚ÄúLa Mantovana‚ÄĚ dove viene narrata questa singolare storia:

Nessuna donna a Caracas ha mai preparato il bienmesabe cos√¨ bene come La Negra Contemplaci√≥n. Si diceva che le sue virt√Ļ fossero quasi magiche, e che chi mangiava il suo bienmesabe sentiva che le sue disgrazie entravano nella serenit√†.

Il suo segreto non era nella ricetta, ma nelle ore che impiegava a prepararla. Lo preparava all’alba, prima che i galli cantassero, mentre solo le lucciole erano sveglie, per dedicarsi all’arte dell’amore.

Cos√¨, nel silenzio della notte, La Negra Contemplaci√≥n and√≤ in cucina e prepar√≤ il suo bienmesabe al lume di una candela e senza fare rumore. Il suo bienmesabe era una medicina per l’anima. Lei disse :

‚ÄúHo preso tre grosse noci di cocco, ho tolto la polpa. Ho messo tutto questo in una casseruola e ho aggiunto due tazze di acqua calda. Con un martello, ho schiacciato la polpa bianca. Poi l’ho setacciato con un panno per estrarre il latte dal cocco. Poi ho aggiunto diciotto tuorli d’uovo e un pizzico di sale. Poi, in una casseruola, ho versato tre tazze e mezzo di zucchero con una tazza d’acqua e l’ho portata sul fuoco, ben calda, senza mescolare, fino a raggiungere uno sciroppo con un filo. Poi, ho tolto il tegame dal fuoco e ho aggiunto il composto di polpa di cocco e uova e ho sbattuto fino ad ottenere una crema. L’ho appoggiato sul fuoco e ho mescolato lentamente, molto lentamente, fino a ebollizione. Poi ho spento la fiamma della mia candela e l’ho lasciata raffreddare un po’. Poi ho preso una delle torte che era ancora nella credenza e l’ho tagliata a fette sottili. In un piatto di vetro ho adagiato le fettine e le ho immerse in mezzo bicchiere di sherry dolce. Ci ho messo sopra uno strato di crema al cocco. E infine ho steso un generoso strato di meringa preparata con tre albumi d’uovo, mezzo bicchiere di zucchero e un pizzico di cannella‚ÄĚ.

Prima che il gallo cantasse, La Negra Contemplazione aveva preparato il bienmesabe, e lo aveva riposto in un luogo fresco e sicuro, lontano dalla tentazione delle formiche e da altri capricci.

La Negra Contemplaci√≥n preparava ogni mattina tre bienmesabe: uno da portare al convento di San Jacinto, un altro da lasciare nella piazza davanti alla porta della cattedrale per i mendicanti, e un terzo da assaggiare per la casa di Do√Īa Carlota e i visitatori, o anche per il personale. Gli stessi tre bienmesabe, senza alcuna differenza.

Do√Īa Carlota √® stata molto severa su due punti: sul fatto che siamo tutti ugualmente figli di Dio, e per quanto riguarda la condivisione.

Capirai che La Negra Contemplaci√≥n era quindi la cuoca di Do√Īa Carlota, l’eroina di questo libro storico. Questa versione delle origini del bienmesabe √® diventata una leggenda della cucina venezuelana.

Varianti di bienmesabe

Nella cucina panamense, il bienmesabe è un dolce a base di latte, riso e panela (zucchero di canna integrale non raffinato), che viene cotto molto lentamente.

Nella cucina portoricana, il bienmesabe √® uno sciroppo dolce fatto con latte di cocco, tuorlo d’uovo e zucchero.

E attenzione, ordinando un bienmesabe nella regione di Cadice in Spagna, serviranno… pesce! Una preparazione marinata e fritta di pesce, spesso preparata con il palombo.

Preparare il bienmesabe con cocco fresco, ma in alternativa è possibile utilizzare la crema di cocco in scatola e il latte di cocco.

Come aprire una noce di cocco?

Il guscio di questo frutto √® particolarmente resistente. Quindi aprire una noce di cocco richiede una certa abilit√†. Per aprirlo, prima perfora uno dei tre “occhi” visibili sul guscio, usando un rompighiaccio, un cacciavite o un cavatappi.

Dopo aver filtrato l’acqua di cocco in un bicchiere capiente, rompere la noce colpendola lungo la linea dell’equatore con un martello ruotandola su se stessa. Non c’√® bisogno di colpire il martello come un pazzo. Colpendo lentamente con piccoli colpi, la noce di cocco alla fine si aprir√†. In questo modo sar√† possibile spaccare la noce a met√† e consumarne la polpa dopo averla estratta con cura e pazienza dal guscio con un coltellino.

Per conservare la polpa del cocco si consiglia di immergerla nello stesso liquido estratto dal cocco, dopo averlo filtrato. E’ possibile anche ricoprire il cocco con acqua minerale fresca e conservarlo in frigo per 3 o 4 giorni, cambiando quest’acqua ogni giorno.

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Bienmesabe

Bienmesabe √® una deliziosa torta ariosa tradizionale venezuelana preparata con crema pasticcera all’uovo a base di cocco e sherry.

Tempo di preparazione1 ora

Tempo di cottura50 min

Tempo di riposo2 ore

Tempo totale1 ora e 50 minuti

Portata: dolce

Cucina: latino americana, vegetariana, venezuelana

Porzioni: 10 persone

Autore: Vera Abitbol

Istruzioni

Biscotto

  • Preriscalda il forno a 350 F / 180 C.

  • Separare le uova.

  • Montare gli albumi aggiungendo gradualmente lo zucchero.

  • Continuare a sbattere e aggiungere il rum e poi i tuorli, uno alla volta.

  • Usando una spatola, incorporare delicatamente la farina.

  • Versare l’impasto in una tortiera rotonda di 25 cm di diametro.

  • Cuocere per circa 35 minuti o fino a quando uno stuzzicadenti inserito al centro risulta asciutto.

  • Sformare e mettere da parte in un luogo fresco.

Crema

  • Dividi le noci di cocco e rimuovi l’acqua e la polpa di cocco.

  • Filtrare l’acqua di cocco.

  • Versa l’acqua e tutta la polpa di cocco in un frullatore, aggiungi 2 tazze (500 ml) di acqua calda.

  • Frullare accuratamente, quindi setacciare il composto attraverso una garza larga per estrarre il latte di cocco.

  • Versate il latte di cocco in una capiente insalatiera e aggiungete i tuorli d’uovo.

  • Sbattere il composto, salare e mettere da parte.

  • In una padella antiaderente capiente versate lo zucchero e l’acqua calda rimanente e portate a bollore. Cuocere a fuoco vivo senza mescolare per formare uno sciroppo fino a formare un filo sottile.

  • Spegni il fuoco e aggiungi il latte di cocco e il composto di uova. Sbattere energicamente, preferibilmente con uno sbattitore elettrico, fino a formare una crema.

  • Rimettete la padella sul fuoco basso e mescolate fino a raggiungere il punto di ebollizione.

  • Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare per 30 minuti.

  • Tagliare il biscotto in 3 fette sottili.

  • Mettere la prima fetta di biscotto nella teglia tonda a cerniera unta e rimovibile e irrorare con un po’ di sherry.

  • Stendere uno strato di crema al cocco.

  • Adagiare sopra la seconda fetta di biscotto, cospargere con un po’ di Sherry e ricoprire con la crema di cocco.

  • Infine, adagiarvi sopra la terza fetta di biscotto, irrorare con lo Sherry rimanente e aggiungere tutta la restante crema di cocco.

  • Refrigerare immediatamente per 2 ore.

Meringa (dopo due ore in frigorifero)

  • Aggiungere gli albumi e il sale in una ciotola.

  • Rompendo gli albumi: sbatteteli prima lentamente per renderli liquidi.

  • Aggiungi circa ‚Öď tazza (80 g) di zucchero e batti a una velocit√† leggermente superiore per 1 minuto per irrigidire i bianchi.

  • Infine aggiungere gradualmente lo zucchero rimanente e sbattere a media velocit√† per 4-5 minuti.

  • La meringa deve risultare molto liscia, e soprattutto molto densa.

  • Togliete il biscotto dal frigorifero e sformatelo.

  • Applicare delicatamente la meringa con una tasca da pasticcere e una punta iniziale e coprire interamente il bienmesabe.

  • Refrigerare ancora per 4 ore prima di servire.

Vera √® la ‚Äúesperta‚ÄĚ del duo dei 196 sapori. Con oltre 30 anni di esperienza in cucina, ora condivide le sue abilit√† come chef privata e istruttrice di cucina.

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